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Sintesi.

Le  istituzioni politiche ed i rapporti sociali che i sovrani  europei
intendevano rimuovere erano il risultato di trasformazioni profonde  e
irreversibili, i cui protagonisti non tardarono a manifestare la  loro
opposizione.  I  primi  furono  gli ex ufficiali,  gli  ex  funzionari
napoleonici  e gli intellettuali sostenitori delle idee  liberali;  ad
essi  si  unirono  quindi  esponenti della borghesia  imprenditoriale,
danneggiata dalla contrazione dei mercati conseguente al nuovo assetto
politico,    e    il   proletariato   urbano,   negli    stati    dove
l'industrializzazione ne aveva determinato la formazione.   (Paragrafo
1).
La  geografia politica decisa a Vienna e il ritorno all'assolutismo si
scontravano   con  ideologie  e  aspirazioni  ormai  consolidate:   il
liberalismo  moderato, i cui sostenitori appartenevano in  gran  parte
alla  ricca borghesia e all'aristocrazia progressista, favorevoli alla
monarchia  costituzionale; il liberalismo democratico,  fautore  della
repubblica  a  suffragio universale; l'idea di  nazione,  formatasi  a
partire   dagli   ultimi  anni  del  Settecento  e  diventata   quindi
presupposto per la rivendicazione dell'autonomia politica.  (Paragrafo
2).
La  cultura  romantica contribu alla diffusione delle idee  contrarie
alla  Restaurazione. In Italia, Romanticismo e liberalismo coincisero.
Particolarmente importante fu l'opera svolta dalle riviste "Il

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Conciliatore"  e  "Antologia" e da vari  autori,  tra  cui  Alessandro
Manzoni,  Silvio Pellico, Massimo D'Azeglio, Giuseppe Giusti, Giuseppe
Verdi.   (Paragrafo 3).
La  lotta  contro  i regimi restaurati fu costretta quasi  ovunque  ad
imboccare  la  via  della clandestinit, attraverso la  formazione  di
societ  segrete.  Queste,  caratterizzate  da  una  rigida  gerarchia
interna   secondo  il  modello  della  Massoneria,  avevano  obiettivi
diversi: dalla richiesta della Costituzione alla realizzazione di  una
societ  egualitaria.  Gli aderenti provenivano  da  tutte  le  classi
sociali,  con  l'esclusione delle masse popolari,  oppresse  da  gravi
problemi  economici  ed emarginate politicamente e  culturalmente.  Le
principali sette italiane erano la Carboneria, i Filadelfi, gli Adelfi
e la Federazione italiana.   (Paragrafi 4, 5).
